prima guerra mondiale fronte greco

prima guerra mondiale fronte greco

Le ragioni dell'incendio sono estremamente controverse: numerose fonti additano l'esercito turco come responsabile, mentre altre vi vedono le conseguenze di fatti accidentali. Tra la primavera e l'estate del 1920, l'esercito greco lancia una serie d'offensive vittoriose in direzione della vallata del Meandro, di Peramos (Karşıyaka) e di Filadelfia (Alaşehir). L'esercito bulgaro si trovava in superiorità numerica e infranse rapidamente le deboli linee serbe, che avevano provato a bloccarne l'avanzata. Ad ogni modo l'armata franco-serba avanzò vigorosamente. 4.2.4 Alla vigilia della I guerra mondiale. Prima Guerra mondiale - Fronte italiano Appunto di Storia contemporanea sulla guerra in Italia: il generale Cadorna, le battaglie sull'Isonzo, la Disfatta di Caporetto, Diaz, la fine della guerra. L'esercito greco può dunque sbarcare in tutta tranquillità a Smirne il 15 maggio 1919. I CIMELI DAL FRONTE E DALLA TRINCEA, GLI OGGETTI CHE PARLANO DELLA GRANDE GUERRA. Finalmente, dopo il disastro alleato della Campagna dei Dardanelli, nel 1915, Costantino I sceglie la neutralità per la Grecia, mentre Venizelos, favorevole all'Intesa, è rimesso al suo posto di Primo Ministro. Durante tutto il conflitto, le truppe turche beneficiano di un comando strategico e tattico competente e determinato, alla testa del quale si trovano veterani della Prima guerra mondiale. La Megali Idea è una volontà irredentista di dar vita a una sorta di nuovo Impero bizantino chiamato a dominare le due sponde del mar Egeo, altrimenti detto una «più grande Grecia», che comprenderebbe i territori popolati da ellenofoni ma situati all'esterno delle frontiere nazionali (in Ionia, in Tracia, sul Ponto, a Costantinopoli, etc.). Con la resa del Regno di Bulgaria, l'Impero ottomano si trovò isolato dagli Imperi Centrali e fu costretto a chiedere la resa poco tempo più tardi. James Loder Park, il vice-console statunitense a Costantinopoli, visita una gran parte delle regioni devastate appena dopo l'evacuazione dei Greci e descrive la situazione nelle città e nei villaggi che circondano Smirne in questi termini: «Manisa [...] è stata pressoché interamente rasa al suolo dalle fiamme... 10.300 abitazioni, 15 moschee, 2 bagni pubblici, 2.278 negozi, 19 alberghi e 26 ville [sono stati distrutti]. Agli uomini sono strappati i loro fez dalla testa e sono costretti a calpestarli – il peggior insulto per un maomettano – e tutti quelli che si rifiutano sono fatti a pezzi a colpi di spada. Le ostilità iniziarono il 24 maggio 1915 , e si conclusero il 4 novembre 1918. Le truppe turche avrebbero fatto 6.500 morti nella popolazione civile. La rivolta dei soldati venne sedata il 2 ottobre. Dichiarazione di guerra degli ottomani. Le città-Stato antiche, l'Impero romano largamente ellenizzato, poi l'Impero bizantino hanno esercitato il loro dominio politico sulla regione dall'Età del bronzo fino al XII secolo, quando si ebbero le prime devastanti incursioni dei turchi Selgiuchidi. All'estero, la restaurazione del cognato del Kaiser è malvista e gli Alleati fanno sapere ad Atene che toglieranno alla Grecia ogni loro sostegno se l'antico re risalisse sul trono. Parte del motivo del ritardo è da ricercare nelle diverse e contrastate opinioni sulla guerra che vi erano in Grecia. Le divisioni franco-britanniche marciarono verso nord da Salonicco nel tardo novembre, sotto il comando del generale francese Maurice Sarrail. Il Christian Science Monitor scrive che le autorità turche vietano ai missionari e alle organizzazioni umanitarie di portare soccorso ai civili greci, le cui case sono state incendiate. L'accordo comincia a essere applicato il 15 ottobre 1922, un giorno dopo che i Greci hanno accettato di firmare gli accordi. La rivolta di Mileto è guidata dallo stesso tiranno della città, Aristagora, che inizialmente conquista i primi successi militari sul campo, fino ad espugnare la città di Sardi. In seguito, il Trattato di Losanna proibisce a queste comunità, così come ai Greco-americani originari dell'Asia Minore, di rientrare in Turchia. In maggio le truppe greche, guidate dal generale Guillaumat, attaccarono e catturarono la posizione bulgara di Skra di Legen (o Jarebična), segnando la prima importante azione bellica greca a fianco dell'Intesa. Il console italiano, M. Miazzi, riporta che ha visitato un villaggio turco in cui i Greci hanno sterminato circa sessanta donne e bambini. Il conflitto può essere grossolanamente diviso in tre fasi: Il 15 maggio 1919, 20.000 soldati greci sbarcano a Smirne (İzmir)[12] (4º e 5º reggimento di fanteria e I/38º reggimento di Euzoni[13]) e prendono il controllo della città e dei suoi dintorni grazie all'appoggio delle truppe da sbarco greche, francesi e britanniche. La folla cristiana comincia a razziare le case dei maomettani», «Non appena sbarcati, essi hanno intrapreso una guerra senza pietà contro la popolazione turca. L'esercito ellenico riprende nonostante tutto la sua campagna all'inizio dell'anno 1921 e affronta truppe turche sempre meglio addestrate ed equipaggiate. I greci sperano in un aiuto da parte delle poleis greche in nome di un'unanimità greca e degli interessi commerciali comuni, contro l'occupazione dei persiani. Ma, benché accordi siano stati trovati con l'Italia, la Francia e il Regno Unito, il governo greco rifiuta di accettare le decisioni prese. I Greci sono dunque evacuati da queste regioni. Secondo la regina Sofia, suo marito è, all'epoca, «interamente pervaso dallo spettro di Bisanzio» e «sogna di marciare sulla grande città di Santa Sofia alla testa dell'esercito greco». Ancora oggi qui, soprattutto, sul Presena, punta più alta dell'Adamello, si trovano corpi di caduti della prima guerra mondiale e questi corpi vengono portati nel monumento ai caduti, nella parte bresciana. L'esercito ellenico oltrepassa le sue capacità logistiche e si mostra incapace di occupare un territorio tanto vasto, tanto più che esso deve costantemente far fronte agli attacchi delle truppe di regolari e di irregolari turchi, che combattono sul loro proprio terreno. L'offensiva tedesca fu lanciata il 17 agosto, appena tre giorni prima della prevista offensiva francese. L'offensiva greca è fermata per la prima volta nella prima battaglia di İnönü, che ha luogo l'11 gennaio 1921. Nel 1919, le forze greche ricevono l'autorizzazione dell'Intesa a sbarcare nella città di Smirne (Izmir), in Anatolia. Dopo le elezioni, un nuovo governo, incarnato da Dimitrios Rallis, organizza un plebiscito destinato a richiamare Costantino I al potere. Il 27 settembre, i leader dell'Unione Agraria Nazionale Bulgara presero la guida delle truppe ammutinate e proclamarono il rovesciamento della monarchia e la fondazione di una nuova repubblica. Numerose lettere d'incoraggiamento pervengono allora agli insorti, il cui esempio che segue ne illustra perfettamente il tono: «Mustafa Kemal Pascià ha compiuto miracoli e voi non avete idea di come il popolo adori il suo nome in India... Noi aspettiamo tutti di conoscere i termini della proposta di pace di Angora ai Greci... Possa il Sommo Allah garantire la vittoria delle forze armate del Gazi Mustafa Kemal e proteggere la Turchia dai suoi nemici...». [...] Possiamo senza pericolo congetturare che le "atrocità" commesse dai Greci in ritirata si contano a migliaia nelle quattro città di cui parliamo. Tuttavia, dal 1922, il Regno Unito, la Francia e l'Italia decidono che il Trattato di Sèvres non è più proponibile e che deve essere riveduto. Il fronte macedone (o fronte di Salonicco, ... si guardarono bene dall'attraversare il confine greco. Sui 1.800 edifici della città santa e storica di Manisa,[50] solo 500 restavano in piedi». Il governo di Sua Maestà è diviso, ma un conflitto armato è infine evitato. Nonostante tutto, questo plebiscito è organizzato in dicembre e i risultati truccati danno il 99% dei voti a favore del ritorno dell'antico monarca. Il 30 agosto, l'esercito greco è vinto in maniera decisiva nella battaglia di Dumlupınar: la metà dei soldati greci è in quell'occasione uccisa o fatta prigioniera e l'equipaggiamento interamente perduto. Secondo le cifre ufficiali, 11.181 Greci sono massacrati nel 1921 dall'Esercito centrale comandato da Nureddin Pascià[60]. Nonostante questo risultato favorevole, il nuovo primo ministro francese Georges Clemenceau richiamò il generale Sarrail nel novembre per sostituirlo con il più diplomatico generale Adolphe Guillaumat. Ma il Primo Ministro è consapevole che le grandi Potenze europee, e in particolare il Regno Unito, non sono disposti ad accettare una tale evoluzione e non si risolve quindi a modificare la forma istituzionale del Paese. A dispetto del sostegno sovietico, l'esercito turco dispone di poco materiale bellico e i proprietari di fucili, pistole e munizioni vedono le loro armi requisite mentre ogni proprietario di abitazione è tenuto a fornire alle truppe un paio di indumenti intimi e sandali[30]. L'impero austro-ungarico aveva attaccato la Serbia nell'agosto del 1914, ma non era riuscita a sconfiggere la resistenza serba. Lo scoppio della guerra è dovuto all’assassinio del duca Francesco Ferdinando d’Austria in Serbia e alla reazione dell’Impero Austro-ungarico contro questo stato. Un altro fattore importante contribuì alla richiesta di un armistizio da parte bulgara. La Prima Guerra Mondiale costituì il primo grande conflitto internazionale del XX secolo. Dopo la ritirata delle truppe turche di İsmet Pascià, l'esercito ellenico avanza in direzione del fiume Sakarya (Sangarios, in greco), in una regione situata a meno di 100 km da Ankara. I membri della Commissione considerano che, nella regione del kaza[45] di Yalova e di Gemliek occupata dall'esercito greco, vi è stato un piano sistematico di distruzione dei villaggi turchi e di sradicamento della popolazione musulmana. Atene è la capitale del regno. Finalmente, il 12 giugno 1917, sotto la minaccia d'uno sbarco dell'Intesa al Pireo, Costantino I parte per l'esilio, senza ufficialmente abdicare. Durante il primo anno della guerra, l'esercito ellenico beneficia di numerose circostanze favorevoli: l'occupazione della regione degli Stretti da parte delle truppe britanniche priva la Turchia della sua regione più ricca (il Bosforo), e le forze armate nazionaliste turche affrontano tanto le truppe francesi in Cilicia quanto i nazionalisti armeni nella regione del Caucaso. Il piccolo esercito montenegrino offrì una valida resistenza nella battaglia di Mojkovac, che fu di notevole aiuto durante la ritirata serba, ma in breve si trovò ad affrontare gravi problemi e fu costretto ad arrendersi il 25 gennaio. Spiega che sua moglie e lui stesso sono stati testimoni delle atrocità perpetrate dai Greci nelle regioni di Yalova, Gemlik e Ismid e che non solamente essi hanno visto numerose abitazioni date alle fiamme, ma hanno del pari potuto osservare cadaveri e ascoltare i resoconti dei sopravvissuti in stato di choc. Fu il più vasto fronte della prima guerra mondiale Obiettivi Impero ottomano. Nonostante la rotta a Dobro Pole e la continua avanzata dell'esercito dell'Intesa, l'esercito bulgaro non era stato sbaragliato e si stava ritirando ordinatamente. In queste circostanze caotiche una delegazione bulgara raggiunse Salonicco per richiedere un armistizio. L'inizio della guerra greco-turca del 1919-1922 segue di qualche mese la firma dell'Armistizio di Mudros del 30 ottobre 1918, che consacra la vittoria delle potenze della Triplice Intesa, di cui la Grecia fa parte, sull'Impero ottomano.

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