Chi è Augusto Solari, il nuovo gladiatore di casa Celta: parola all'esperto Daniele Pagani - RC Celta Vigo Italia

Chi è Augusto Solari, il nuovo gladiatore di casa Celta: parola all’esperto Daniele Pagani

Abbiamo contattato l'esperto di calcio sudamericano Daniele Pagani che ci ha parlato del nuovo arrivo in casa Celta e di molto altro

Lo scorso 23 Gennaio, il Celta Vigo ha ufficializzato l’arrivo del centrocampista classe 1992 Augusto Solari dal Racing Avellaneda. L’argentino è stato il primo e finora unico acquisto in questa sessione invernale di calciomercato del Celta che però dovrebbe effettuare altre operazioni sia in entrata che in uscita. In entrata è ormai fatta per l’arrivo di Franco Cervi, altro giocatore argentino di proprietà del Benfica, mentre in uscita ci sono Lucas Olaza, con il Celta che non può pagare i 4 milioni di riscatto al Boca, e Okay Yokuslu, diretto verso il West Bromwich Albion, club di Premier League.

Tralasciando il trasferimento del turco, il Celta sta puntando molto sui sudamericani per dare più carattere alla squadra. Solari prima e Cervi poi sono infatti tutte richieste di Coudet che ha allenato entrambi i giocatori, l’uno al Racing e l’altro al Rosario Central. Per capire meglio chi è il nuovo acquisto del Celta e come potrebbe inserirsi Cervi abbiamo contattato Daniele Pagani, uno dei maggiori esperti di calcio sudamericano in Italia, che ci ha parlato anche della stagione del peruviano Tapia e di cosa perde il Celta con l’addio di Olaza:

Che giocatore è Augusto Solari e cosa può dare in più in termini di gioco al Celta?

“Certamente non siamo qui a parlare e a tessere le lodi di un fuoriclasse assoluto: piuttosto, di un buon giocatore che in Argentina ha militato in squadre importanti come River Plate, Estudiantes, ed ultima ma non ultima il Racing Avellaneda. Credo fermamente che la miglior qualità di Solari sia la maniera in cui si mette a disposizione della causa. Parliamo di atteggiamento, di maturità in relazione alla consapevolezza con la quale si pone a servizio della squadra, del ruolo che coprirà all’interno del collettivo. Non aspettiamoci gol e assist a caterve, ma tanto impegno ed altrettanto sudore. Ad ogni modo considero il suo acquisto un buon colpo, fattispecie se l’intento di Coudet era quello di allungare la coperta di risorse a sua disposizione, in vista del girone di ritorno. Sono cautamente ottimista e convinto che Augusto riuscirà a dare il suo contributo al Celta Vigo, in un modo o nell’altro. Inoltre, bisogna considerare che l’affare si è chiuso sulla base di 400mila euro. Neanche mezzo milione, per un calciatore che ancora deve spegnere le trenta candeline. Aspetto non da poco, questo, secondo me, considerando le problematiche economiche causate dal Covid nell’arco di quest’ultimo anno nel calcio mondiale. Minima spesa, massima resa? Forse, vedremo.
Sicuramente, però, anche per il giocatore credo sia una bella possibilità quella di misurarsi su un palcoscenico europeo prestigioso come La Liga”.

Coudet, tra l’altro, ha già allenato Solari ai tempi del Racing Avellaneda, vincendo tanto insieme. Che ruolo aveva in quel Racing? Pensi che il tecnico argentino possa dargli gli stessi compiti o compiti differenti?

“Esattamente, hai detto bene. Nella stagione 18/19 hanno vinto insieme il campionato argentino, a quattro punti dal meraviglioso Defensa y Justicia timonato allora da Sebastián Beccacece: ironia della sorte, poi, sostituto designato di Coudet sulla panchina del Racing. Solari, tra l’altro, quella stagione ebbe un rendimento abbastanza regolare, con 5 reti e 3 assist. Prevalentemente, agiva da esterno oppure ala destra, svolgendo un lavoro di grande intensità e partecipazione alla manovra della squadra. Credo sia stato a tutti gli effetti uno degli anni migliori della sua carriera. In questo Celta Vigo che, come avevo raccontato nella nostra recente chiacchierata, opera con un 4–1–4–1 abbastanza malleabile, credo che Solari verrà utilizzato come alternativa di Nolito, che se non mi sbaglio è rimasto fuori un mese per via di uno stiramento all’inguine. C’è da superare un periodo non semplice in quanto ai risultati, viste e considerate le ultime quattro sconfitte, patite tra Liga e Copa del Rey contro Real Madrid, Ibiza, Villarreal e Betis, oltre al pareggio contro l’Eibar. Ora è tempo, per forza di cose, di riprendere la retta via”.

L’aggiunta di Tapia ha nettamente migliorato il centrocampo del Celta. Che giudizio dai, ad oggi, alla stagione del centrocampista peruviano?

“Stiamo parlando di un titolare inamovibile per Coudet, di un interprete nevralgico nell’economia difensiva del Celta. Lui stesso, in alcune interviste recenti, ha affermato di trovarsi molto bene in questo sistema di gioco elaborato dall’allenatore argentino. Francamente mi aspettavo questa sua valorizzazione, come dissi l’ultima volta. Ora, non so quanto siano fondate le voci su Enzo Pérez del River, considerando che quest’ultimo ha sul tavolo anche un’offerta difficile da declinare del Trabzonspor, fattispecie in termini economici. Però, Tapia rimane una pedina fondamentale nella formazione celtista. Sino ad oggi, un 7.5, forse anche un 8 pieno, non glielo toglie nessuno, per quanto riguarda la costanza di rendimento e per come si presta alle esigenze del tecnico”.

Oltre a Solari, il Celta Vigo, sembra a un passo ormai dal portare in Galizia anche Franco Cervi. Lo ritieni un giocatore adatto al sistema di Coudet?

“Assolutamente sì. Anche se, voglio ammetterlo per pura trasparenza professionale, in questo caso stiamo parlando di uno dei miei pupilli fin dai tempi del Rosario Central. Non c’è bisogno di dire chi fosse il suo allenatore all’epoca (proprio Coudet, ndr). Causa Covid, non ha trascorso bene la prima parte di questo 2021 ma, parlando in termini esclusivamente tecnici, potrebbe sicuramente fornire un contributo importante alla causa del Celta. Ultimamente, sul lato sinistro del campo, al momento, Coudet è stato “costretto” a schierare Emre Mor. Dunque, credo proprio che l’acquisto di Cervi dal Benfica sia stata una richiesta estremamente specifica da parte del tecnico. Detto ciò, per caratteristiche, non vedo affatto complicato il suo inserimento nei meccanismi degli spagnoli. Molto dipenderà anche dalla condizione psico–fisica con la quale si presenterà in Galizia. Spero in meglio per lui, che sia un’avventura piena di soddisfazioni e giocate d’alta scuola. Io lo reputo un profilo molto, molto sottovalutato”.

Dovesse arrivare Cervi a salutare il Celta Vigo sarebbe Lucas Olaza, con il Celta che non può pagare i 4 milioni al Boca, attualmente, e l’uruguaiano dunque difficilmente resterà a Vigo visto che non si è trovato l’accordo con il club argentino. Quanto perde il Celta con la partenza di Olaza?

“Un peccato, perché in tutto questo tempo abbiamo notato quanto si fosse rinforzato il sentimento di Olaza per il Celta e i suoi tifosi. Alle volte, il mercato, le esigenze di mercato e altre dinamiche pressoché imprevedibili, vedi il Covid appunto, creano anche situazioni di sconforto del genere. Penso che la volontà di Olaza fosse nel modo più assoluto quella di rimanere a Vigo, ma pare che non andrà in questo modo. In ogni caso, credo che il Celta stia perdendo un giocatore importante non solo in termini tecnici, dato che parliamo di un titolare fisso, ma più in generale di un vero e proprio professionista amatissimo da tutta la piazza, senza eccezione alcuna. Un grande peccato. Purtroppo, è andata così. Comunque, non credo proprio che resterà a lungo al Boca Juniors (dovrebbe andare al Valladolid, ma sicuramente resterà in Europa ndr.)“.

Tornando a Cervi, finora lo abbiamo visto all’opera solo al Benfica per quanto riguarda ilsuo percorso nel calcio europeo. È un calciatore già pronto per giocare in un campionato importante come la Liga e fare la differenza?

“È vero che si è misurato solamente nel campionato portoghese, al momento, ma 159 presenze col Benfica non sono poche. Non so dirti se riuscirà, proverbialmente, a far la differenza. Quello che so, comunque, è che si tratta di un giocatore molto valido. Ha dribbling, ha inventiva, ha tenacia, non si risparmia. Ripeto, per il Celta di oggi rappresenta un buon innesto, ovviamente a patto che ritrovi una certa continuità di rendimento. Fosse così, non farà certamente mancare il suo apporto alla squadra, che è ancora in tempo per ambire alla classica annata da posizionamento”.

Si ringrazia Daniele Pagani per la gentilezza e la disponibilità mostrate per questa intervista

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