Oscar Garcia: “Voglio una squadra che sia protagonista e che metta passione in quello che fa” – RC Celta Vigo Italia

Oscar Garcia: “Voglio una squadra che sia protagonista e che metta passione in quello che fa”

Il tecnico catalno si presenta: "Bisogna ritrovare la fiducia, è un percorso che cercheremo di fare nel modo più rapido possibile

Nella tarda mattina di oggi nella sede del Celta Vigo è avvenuta la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore della squadra, Oscar Garcia. L’ex giocatore del Barcellona è stato accolto calorosamente dal presidente Mouriño che gli ha detto di essere entrato a far parte della famiglia celeste. Anche il ds Miñambres ha rilasciato delle dichiarazioni, affermando come siano sicuri che Oscar Garcia possa risollevare la squadra.

Dopo le parole del presidente e del ds è toccato dunque ad Oscar Garcia che ha risposto alle domande dei giornalisti presenti. Il tecnico catalano è stato molto chiaro nelle risposte, mostrandosi una persona di poche parole e che preferisce far parlare il campo. Di seguito le dichiarazioni più importanti ed il video integrale della conferenza stampa.

Sul recuperare la squadra dal punto di vista del morale: “La perdita di fiducia è un qualcosa che avviene a poco a poco, non la perdi da un giorno all’altro. Si tratta di un percorso e così è anche il processo inverso. Se una squadra è giù non puoi cambiare la situazione da un giorno all’altro, si tratta di un processo lungo che noi cercheremo di rendere più veloce il possibile”.

Sui suoi risultati infelici degli ultimi anni: “Non me se sono mai andato da una squadra dove le cose andavano male. Al St. Eitenne eravamo sesti ed alla fine hanno chiuso la stagione al 7°-8° posto, dopo che ce ne andammo finirono in zona retrocessione. All’Olympiacos mancavano ancora molte giornate alla fine, sono molto chiaro quando parlo con le squadre, se ci sono cose che non mi piacciono lo dico, ma se si ripetono una, due, tre volte è chiaro che prendo le mie decisioni”.

Sulla sfida contro il Barcellona: “Non è mai un buon momento per affrontare il Barcellona, soprattutto ora che non hanno avuto dei buoni risultati e cercheranno di riscattarsi. Comunque questo è il calendario e dobbiamo giocare contro tutti, prepareremo la partita nel miglior modo possibile Potrebbe non giocarsi per motivi di sicurezza? Non credo, non ho la certezza di ciò, ma credo che la partita si giocherà sicuramente.Dopo avremo la sosta e sarà utile per conoscerci meglio in due settimane di lavoro”.

Sul livello della squadra: “Sono pienamente convinto che ci siano i giocatori per uscire da questa situazione, la rosa ha qualità. Bisogna lavorare su altre cose che sono senz’altro migliorabili, in questo cercheremo di incidere molto”.

Sul suo contratto: “Si, ho firmato fino al termine della stagione. Se ci saranno i presupposti per continuare ci sedieremo e parleremo, altrimenti non ci saranno obiezioni. Sono un tipo che non vuole guadagnare senza lavorare”.

Sul suo sistema tattico: “É importante conoscere i propri giocatori, ma non sono un allenatore che ha sempre giocato con il 4-3-3. Se ho i giocatori giusti si, ma se non ho gli esterni allora è più complicato. Non ho ancora un sistema di gioco fisso che mi permetta di dire che giocherò così sempre”.

Sulla squadra: “Questa squadra può e deve giocare molto meglio di quello che sta facendo. Voglio una squadra che sia proattiva, voglio che la tifoseria si senta orgogliosa quando giochiamo e quando devono venire a vederci. Ci sono molti giocatori che si sono formati qui, che sono della casa , questo permetterà che il loro coinvolgimento sia maggiore a livello psicologico, di impegno, e di passione. Voglio una squadra che abbia passione in quello fa, che capisca perché fa certe cose, questo lo continueremo a spiegare. Voglio una squadra che sia protagonista, ci saranno momenti in cui potremmo esserlo rispetto ad altri “.

Sul fatto che non abbia mai allenato in Spagna: “Cosa direi a quelli che me lo dicono? Che hanno ragione perché non ho mai allenato in Spagna. Sono debuttante, ma ho esperienza avendo allenato in diversi paesi con diverse culture. Se non ho allenato prima in Spagna è perché preferivo andare all’estero”.

 

 

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