Aleksandr Mostovoi, l’indimenticabile Zar che conquistò il cuore di Vigo – RC Celta Vigo Italia

Aleksandr Mostovoi, l’indimenticabile Zar che conquistò il cuore di Vigo

Oggi, girando per le strade di Vigo, se ci si mette a chiedere chi sia l’idolo del celtismo quasi tutti vi risponderanno con un solo nome: Iago Aspas. La risposta è molto scontata poiché in questi ultimi anni Iago si è preso la squadra sulle spalle e l’ha portata verso traguardi che prima sembravano irraggiungibili. Ma prima di Iago Aspas chi era l’idolo di Vigo? Anche qui la risposta è prevedibile, tutti vi faranno un solo nome: Aleksandr Mostovoi. Nonostante ci sia Aspas, il russo occupa un posto importante nel cuore di ogni tifoso del Celta Vigo, andiamo a capire il perché analizzando quella che è stata la sua vita e la sua carriera da giocatore.

Primi passi

Risultati immagini per Aleksandr Mostovoi spartak 1987

Aleksandr Vladimirovich Mostovoi (Александр Владимирович Мостовой in russo) nasce a Lomonosov il 22 Agosto del 1968, quando era ancora esistente la temibile Unione Sovietica (URSS). Calcisticamente, Mostovoi cresce nelle giovanili del Krasnaya Presnya, dove viene promosso in prima squadra a 18 anni nel 1985. In diciannove presenze, Mostovoi segna sette reti e basta questo per farsi notare dallo Spartak Mosca che decide di puntare su di lui l’anno successivo.

Nello Spartak, Mostovoi mette in mostra le sue doti e ciò lo porta ad essere convocato nel 1990 dalla nazionale sovietica, con il quale colleziona quindici presenze e tre gol. Con la maglia dello Spartak, invece, Mostovoi realizza 34 gol in 106 presenze. diventandone perno fondamentale. Ed è nell’ultimo anno in maglia biancorossa che fa la conoscenza di Valery Karpin, altro colosso del calcio russo e che sarà suo compagno nell’esperienza in Spagna. Prima di sbarcare in Liga, però, Mostovoi gioca in altre tre squadre dal 1992 al 1996 ovvero Benfica, Caen (in prestito) e Strasburgo. Solo con quest’ultimo club Mostovoi riesce a fare bene, segnando 18 gol in 56 presenze, mentre con le altre due gioca appena.

La nascita dello “Zar di Balaidos”

Immagine correlata

La carriera di Mostovoi svolta nel 1996 quando sbarca a Vigo per soli 325 milioni di pesetas (circa quasi 2 milioni di euro). I tifosi del Celta ancora non sanno che questo freddo calciatore sarà destinato ad entrare nei loro cuori e a rimanerci per l’eternità.

Il debutto di Mostovoi con la celeste avviene con una sconfitta esterna per 2-0 contro il Betis, ma il resto del suo passaggio a Vigo sarà costellato di grandi e forti emozioni, come quelle che lui regala in campo assieme a Valery Karpin che arriva l’anno successivo al Balaidos. Insieme al compagno russo ed ad altri giocatori del calibro, giusto per citarne qualcuno, come Makelélé, Everton Giovanella, Gustavo Lopez, Eduardo Berizzo, Benni McCarthy, Mazinhoe Catahna, Mostovoi porta il Celta a giocare la Coppa UEFA, la Champions League e a vincere addirittura la Coppa Intertoto nella stagione 2000/2001.

Dal suo arrivo, il Celta vive momenti di grande splendore e di grandi goleade. Storiche sono quelle inflitte a Liverpool, Benfica e soprattutto alla nostra Juventus che uscì da Vigo con le ossa rotte e con un 4-0 sul groppone, venendo eliminata dalla Coppa UEFA. Ed è in questi anni che Mostovoi viene soprannominato come “Zar di Balaidos”, uno Zar che ha conquistato l’amore dei tifosi con i fatti e non solo con le parole, da vero leader. Tuttavia, nella stagione della Champions League, il Celta non va per nulla bene in campionato sotto il comando di Miguel Angel Lotina e nonostante in campo europeo ottenga una grande vittoria sul nostro Milan a Milano, arrivando fino ai sedicesimi, finisce per retrocedere in seconda divisione.

Dopo la retrocessione, Mostovoi decide di non rinnovare il suo contratto dopo 8 anni in maglia celeste e lascia il club dopo aver collezionato 260 presenze, 67 gol e 19 assist. Dopodiché approda al Deportivo Alavés, senza lasciare il segno e decide di ritirasi trenta giorni dopo anche a causa di alcuni problemi personali. A 36 anni, dunque, Mostovoi appende gli scarpini al chiodo.

Mostovoi oggi

Risultati immagini per Mostovoi 2017

Otto anni con la maglia del Celta non si dimenticano e non si possono dimenticare. Sul suo profilo Instagram, El Zar posta spesso e volentieri foto di lui in maglia celeste che dimostrano il suo attaccamento alla squadra. Quando gli si chiede se sia più forte lui o Iago Aspas, però, lui non ha dubbi: “Chiaro che è meglio Mostovoi, Iago Aspas è un attaccante quindi è normale abbia più possibilità di fare gol”.

Nonostante ciò, ha sempre difeso Iago Aspas, affermando come insieme a lui siano i migliori calciatori della storia del Celta ed ha aggiunto come gli sarebbe piaciuto giocare una partita con lui. Insomma, l’eroe di oggi è Iago Aspas, l’eroe del passato è Aleksandr Mostovoi, con il russo che è arrivato in punta di piedi a Vigo, in un mondo del tutto nuovo ed è stato sommerso dall’affetto dei tifosi. Tifosi che l’hanno fatto Re, o meglio Zar, perché di Re c’è ne solo uno ed è Iago. Ma Mostovoi è lo Zar che ha saputo come conquistare il cuore di Vigo, uno Zar che era, è e sarà per sempre indimenticabile

Immagine correlata

Curiosità e vita privata

Come Iago Aspas, Mostovoi è stato ed è una persona che dice sempre quello che pensa e ciò gli ha dato parecchi problemi in passato. Nel 2004, infatti, fu espulso dalla nazionale russa durante Euro 2004 per le forti critiche perpetuate ai danni dell’allenatore Yartsev, accusandolo di non capire nulla e di non essere un buon allenatore. Neanche con il Celta Vigo si è lasciato benissimo, accusando il club di aver avuto poco rispetto nei suoi confronti e ciò è stato alla base dello svincolamento del giocatore a fine contratto. Ancora oggi, quando può, nonostante sostenga la squadra, manda frecciatine alla dirigenza, affermando che non l’hanno mai chiamato per scusarsi per quanto è accaduto.

Mostovoi si è diplomato al college come elettricista, dopodiché è entrato in una scuola sportiva di Mosca dove allena giovani ragazzi delle università. Nonostante ciò, non intraprenderà mai seriamente la carriera di allenatore in quando, secondo lui, il tecnico è importante fuori dal campo e non dentro, poiché sul terreno di gioco ci vanno i giocatori. Quest’anno è stato anche opinionista della TV russa per i Mondiali ed è opinionista anche per le gare in UEFA Nations League della Russia. È sposato con French Stefani dalla quale ha avuto due figli, di cui uno con lo stesso nome.

 

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*