Mohamed: “Avremmo dovuto avere nove punti, non sono soddisfatto. Girona avversario complicato, sarà utile per vedere i nostri progressi” – RC Celta Vigo Italia

Mohamed: “Avremmo dovuto avere nove punti, non sono soddisfatto. Girona avversario complicato, sarà utile per vedere i nostri progressi”

Questa mattina Antonio Mohamed ha presentato la partita di lunedì sera contro il Girona. Il mister ha toccato molti temi, affermando anche che non è soddisfatto dei sette punti conquistati, in quanto il Celta doveva avere nove punti dopo le prime tre giornate. Questa fa capire come l’aria sia cambiata a Vigo, con un vento vincente che soffia nello spogliatoio. Di seguito, la trascrizione integrale delle sue dichiarazioni.

Sui convocati: “In testa già li ho, ma domani abbiamo un altro allenamento e lì confermeremo i diciannove che verranno in trasferta.”

Sul lavoro svolto in settimana: “È stata una settimana atipica perché alcuni giocatori sono arrivati giovedì, altri me li sono ritrovati mercoledì ed, in verità, non abbiamo potuto lavorare con tutti. Ho tutti a disposizione, ma non ho potuto lavorare con tutti.”

Su possibili cambi di formazione: “Non ci saranno molti cambi, ma ci potrebbero essere la prossima settimana ed è in quelle che verranno che ci sarà una concorrenza più stretta, saremo in grado di vedere tutti molto meglio, molto più allenati e con la concorrenza uguale per tutti. Ci siamo allenati sempre con lo stesso undici.”

Ancora sui convocati: “Dennis (Eckert ndr.) viaggerà con noi, sarà l’attaccante che starà in panchina. Quando andiamo in trasferta sono abituato a convocare un giocatore in più per alcuni dubbi, nel caso accada qualcosa, che ti fa male il pranzo o altro. Abbia uno in più per precauzione.”

Sul portare alcuni giocatori della cantera in prima squadra e ancora sui cambi di formazione: “È una possibilità che si può presentare più avanti. Ad oggi, quando il risultato ti supporta, in queste situazioni non serve a nulla. La prossima settimana cercheremo di fare qualche partita con il Celta B in modo che tutti abbiano il giusto ritmo e la giusta intensità. Dopodiché, quando giocheremo due partite a settimana vedremo se ci sarà la possibilità di portare qualche giocatore vicino a competere con quelli della prima squadra. Le cose stanno così, ma quest’anno chi è venuto in prima squadra sa che ha molta concorrenza. Questo permette anche che quelli che sono partiti in prima squadra dall’inizio con la squadra non abbassino la concentrazione, perché se lo fanno dietro ci sono giocatori di livello che gli possono togliere il posto. Questo permette alla squadra di mantenersi al top in tutte le partite, per tutti e novanta minuti. Per ognuno che non si concentra, c’è un compagno dietro pronto a prendere il suo posto.”

Su Jensen: “È tornato ieri, stanco dal viaggio ed oggi si è allenato in maniera ridotta. Diciamo che ancora non l’ho visto in campo con la squadra. La prossima settimana lo vedrò in campo, ha gran talento. L’ho visto in molte immagini, ma da quando sto insieme a lui non l’ho ancora potuto apprezzare come giocatore. Conosco le sue caratteristiche, ma in queste due ultime partite che ha giocato non l’ho visto. Prima che venisse l’ho visionato. È un giocatore tecnico, con gran talento, sa mettere i palloni alle spalle della difesa per mandare i compagni in gol. Ha una visione di gioco importante, la sua visione di gioco è molto utile, speriamo che si aggreghi subito al gruppo e possiamo sfruttarlo presto.”

Sul Girona: “Un avversario complicato, che ha modificato il suo sistema di gioco nella terza giornata. Prima giocava con quattro, poi è passato a cinque ed ha ottenuto risultati, sicuramente lo ripeterà. È una squadra che prova a fare la partita, l’allenatore la lascia libera di giocare, escono in maniera ordinata. Ha buoni attaccanti ed ha molti centimetri su palla inattiva. Per noi sarà un buon test per confermare quello che stiamo facendo.”

Sul Celta: “Insisto sui nostri errori. Mi preoccupo più di noi, di quello che possiamo dare agli avversari o la porta che noi possiamo aprire ai nostri avversari con i nostri errori inutili in cui possiamo incappare. Stiamo lavorando su quello, su migliorare nel nostro primo passaggio. Stiamo facendo molta attenzione su questo fatto, su questo primo passaggio che deve essere più veloce quando perdiamo palla, dopodiché il resto sono i dettagli del calcio, ci sono molti fattori imprevisti, ci sono molte situazioni. L’avversario ha delle gerarchie e avrà sicuramente delle opportunità. L’idea è sempre quella di mantenere la porta inviolata, portare la partita sui binari che vogliamo noi e creare più occasioni dei nostri avversari. Questo è l’obiettivo che abbiamo oltre, ovviamente, a fare più gol di loro.”

Sulle statistiche sfavorevoli al Celta al Montilivi: “Tutte queste sono statistiche che, a volte, influiscono sotto l’aspetto mentale, ma noi abbiamo la mentalità di lavorare partita dopo partita, focalizzandoci sul fatto di dover giocare allo stesso modo sia in casa che in trasferta. Partendo da questa mentalità, credo che nessun campo possa essere di ostacolo a quello che vogliamo noi. Noi andiamo per vincere la partita, andiamo a cercare la vittoria, andiamo a pressare alto, a prenderci dei rischi e a mettere in pratica ciò che facciamo negli allenamenti. Non credo che le statistiche siano un’ostacolo a quello che noi vogliamo.”

Sul possesso palla: “Non so quanto sia importante il possesso palla, ma dobbiamo essere rapidi nel toglierlo agli avversari e rapidi nel terminare la giocata. Non so in che parte del campo gli avversari abbiano il possesso, ma non voglio che la tengano nella mia zona di campo. Quello che dobbiamo fare e prendere subito il pallone e terminare la giocato. Anche quando teniamo noi il pallone loro tenteranno di togliercelo. Poi, al di là di chi tiene o meno il possesso, a me importa poco.”

Sugli esuberi rimasti in casa Celta: “Hanno un numero sulla loro maglia e fanno parte della squadra, lavorano come tutti e se, un giorno, avrò bisogno di utilizzarli, li utilizzerò. Sono un po’ relegati, nelle loro posizioni ci sono altri giocatori. Mazan ha Junior Alonso, ha Juncà. Jozabed ha Brais Mendez, ha Jensen, ma sta lavorando per avere un posto. Ha Lobotka, Sisto, Boufal. Ci sono molti giocatori e Radoja ha Fran Beltran, Lobotka ed Okay. Questo è fatto tutto in base agli allenamenti e alla concorrenza. Tutti hanno le stesse possibilità, nella mia testa so già chi è il primo, chi il secondo e chi terzo nelle mie scelte, ma tutti hanno le stesse possibilità di giocare. Tutti.”

Su Radoja: “No, non c’è nessun ordine da parte del club. Tutti sono trattati allo stesso modo, tutti si allenano e giocano in maniera eguale e dopo sta a me decidere. È successo che la squadra sapeva che lui sarebbe potuto andare via, quindi ci sono giocatori che vanno considerati prima lui. Radoja non ha fatto il precampionato con noi, non ha giocato nessun’amichevole ed è più difficile. Sono decisioni contrattuale e personali di ognuno. Io ho pensato ad Okay come prima scelta, Fran come seconda, che poi gli ha tolto il posto e Lobotka era l’altra opzione. Radoja è rimasto e lotterà per un posto in squadra perché la situazione è questa, ognuno sa il luogo che occupa. Lui è un professionista al 100%, lavora tutti i giorni, non si è mai lamentato, al contrario. Lui è un ragazzo molto positivo.”

Sul cambiare in porta: “A Sergio lo vedo molto bene, quindi no. Per ora non vedo alcun motivo di cambiare, questo sarà un campionato lungo ed è appena cominciato. Potranno esserci dei cambi più avanti, ma ora no.”

Su Emre Mor: “Ora si è allineato di più. Lo vedo molto meglio, sta lavorando al top in queste due settimane ed è bene per lui stesso e per noi perché è una delle carte che possiamo utilizzare per alcuni minuti. Sta lavorando molto meglio e questo ci rende felici, spero che continui così e che continui a lottare per un posto in squadra. L’essenza di un calciatore è competere e se gioca un altro deve competere per rubargli il posto. A partire da questo si genera la concorrenza ed il livello della squadra si alza. Tanto Mor come Boufal lo stanno facendo molto bene, anche Hjulsager lo sta facendo molto bene, abbiamo molte alternative. Il problema è che abbiamo molte ma non c’è posto per tutti. Anche Sisto, Iago Aspas e Maxi stanno facendo bene, quindi è tutto più difficile. Ci sono pochi posti per troppi elementi. La verità è che io vivo giorno per giorno e se qualche volte vedo che c’è aria di conflitto, la mando via immediatamente con la comunicazione, con le parole, con i fatti. Ad oggi non c’è quest’aria di conflitto, ma agirò in così nel caso dovesse presentarsi un giorno. Mi è accaduto in ogni squadra in cui sono andato, anche nell’ultimo club in cui sono stato dove aveva 12-13 stranieri e potevano entrare solo 9 su 18, dovevo mettere fuori squadre tre internazionali ed era un problema. Mi facevano questa domanda ogni settimana, alla fine parlai con i giocatori quando entrarono nel club e firmarono il loro contratto. I giocatori che sono arrivati qui sapevano che ci sarebbe stata concorrenza. Sono arrivati coscienti che ci sarebbe stata concorrenza ed oggi sta giocando un altro compagno. L’importante è che, anche quando sono fuori, non smettano mai di combattere.”

Su se è soddisfatto di questo inizio di stagione: “No. Mi aspettavo nove punti su nove. Speravate che dicessi qualche altra cosa? (ride ndr.) Io mi aspettavo nove, per questo non sono contento.”

Su Iago Aspas: “Due settimane fa gli avevo detto che niente era definitivo. (quando Iago non era stato convocato dalla Spagna ndr.) Questo calcio è molto dinamico, cambia molto e sei giorni fa era titolare. Deve continuare a fare quello che ha fatto sin qui, è tornato su nuvole incoraggianti, speriamo di poterne approfittare in questa partita e che ci aiuti a vincere. Lui deve continuare a competere e giocare, perché sa che compete con altri giocatori. Essere in nazionale è un orgoglio, per restare in nazionale, Aspas deve giocare sempre al top nel suo club. Lo stesso per tutti i giocatori in rosa che sono in nazionale e devono rendere nel club perché il loro ct guarda che cosa fanno. I giocatori sanno che per continuare a stare in nazionale devono mettersi in mostra. A me mi conviene questo, quindi più ci saranno convocati, meglio è. Certo, ora mi ha complicato la settimana di lavoro.”

Sui nazionali del Celta: “Credo che durante le soste per la nazionali, il Celta non abbia mai avuto 10 convocati nella sua storia. Nella prossima ci saranno sicuramente di più perché verranno convocati Araujo e Boufal, Maxi, così rimarremo solo noi e voi. Faremo una partita contro di voi (ride ndr.). Sarà complicato e venerdì giocheremo con l’Alavés. Quando finirà la sosta avremo la partita venerdì, quindi chiaro che sarà un po’ complicato, ma bisogna adattarsi per quello che verrà.”

Su Fran Beltrán non convocato dalla Spagna: “Non sono molto informato al riguardo, ma a quanto ho sentito hanno preferito dare priorità ad altri ragazzi, ma torno a dire che niente è definitivo. A me sembra come un diluvio, prima l’acqua sale, poi scende ed infine si stabilizza. O prima o dopo, sono sicuro che Fran Beltrán arriverà in nazionale per meriti propri, non deve andare in ansia, riuscirà a farsi giustizia ad un certo punto.”

Sugli orari della Liga: “In Argentina, Messico e qui ti ci abitui. Giocare lunedì, venerdì, giovedì, martedì ti distrugge l’organizzazione. La cosa positiva è che già sappiamo gli orari di 6-7 giornate e sappiamo come gestirle, questo non mi dà fastidio. Quello che mi dà fastidio è giocare con molto caldo, ad orari dove il rendimento può essere condizionato, credo che l’orario faccia parte dello show, alla fine la partita diventa uno show televisivo. Ci sono molti tifosi nel mondo che non possono guardare la partita alla stessa ora. Noi sapevamo fin dall’inizio che avremo giocato spesso di lunedì e di venerdì e se facciamo una buona stagione potremmo essere attrattivi per i telespettatori, soprattutto visto che non giochiamo le coppe. Poi ci possono mettere tutte le volte che vogliono il lunedì ed il venerdì.”

Su giocare negli Stati Uniti: “Sono nuovo qua per dare un giudizio, non ho un bagaglio importante per dare un’opinione accurata, ma quello che posso dire è che credo sia ingiusto perché ci sono squadre che lasciano i loro stadi e non tutti giocano nello stesso stadio. Questo è fatto per far conoscere la Liga un po’ ovunque. Ciò è già noto, ma questo andrebbe chiesto a chi prende queste decisioni.”

Su Junior Alonso: “Molto bene, corretto. Credo che ci possa dare ancora molto di più. Ci ha dato molto in queste settimane, ma ci aspettiamo di più. In queste due settimane gli abbiamo dato più informazioni su quello che vogliamo.”

Su Juncà: “A Juncà gli manca la concorrenza. Per ora deve continuare a fare ciò che sta facendo, poi vedremo in seguito. Il campionato è lungo, le cose si stabilizzeranno da sole. In seguito ci saranno partite dove ci serviranno alternative e le troveremo, ma per ora va bene così.”

 

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